giovedì 2 luglio 2009

Il video che prova il piano di Ahmadinejad e di Khamenei per una dittatura

Fonte:
http://www.fainotizia.it/video/il-video-che-prova-il-piano-di-ahmadinejad-e-di-khamenei-una-dittatura

video

per avere l'audio migliore andate direttamente sul link sopra esposto


Il video è stato girato subito dopo le elezioni nella città di Qom. Ahmadinejad parla di fronte al Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione su precisa richiesta dell'ayatollah Mesbah-Yazdi, uno dei più potenti sostenitori del Presidente iraniano. Quello che dice non è solo una esplicita richiesta al Consiglio di avvallare i brogli del voto, è la spiegazione fredda di un piano che non coinvolge solo l'Iran, ma coinvolge tutto il mondo e dove l'Iran è solo un punto di partenza.

La giusta interpretazione ce la data Neguin, una donna iraniana che ha ascoltato con attenzione ciò che Ahmadinejad ha detto agli Ayatollah, una interpretazione che fa passare i brividi perché delinea uno scenario d'altri tempi, uno scenario fatto di totalitarismo assoluto che credevamo morto e sepolto con Adolf Hitler.

I motivi per cui Ahmadinejad chiede al Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione di avvallare la “necessità dei brogli elettorali” sono diversi e tutti legati al sogno degli Ayatollah di creare “il regno della giustizia islamica”. Lui dice: “è arrivata l'ora di passare all'azione per implementare il sogno” e ancora, “il popolo è pronto, il momento è arrivato prima ancora di quanto pensavamo”. E poi, tra le altre cose, afferma: “dobbiamo usare il massimo della nostra capacità, non abbiamo molto tempo”. Il riferimento alla rivolta in corso è palese.

Fonte:
http://www.fainotizia.it/video/il-video-che-prova-il-piano-di-ahmadinejad-e-di-khamenei-una-dittatura

3 commenti:

  1. sei poi riuscito ad avere la traduzione corretta del video?

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  2. Come promesso,
    ho fatto tradurre tutto il video al mio amico iraniano.
    Ahmadinejad non usa le parole "virgolettate", questo fatto è molto grave e lo farò presente ai radicali che spacciano per "traduzione letterale" ciò che non è.
    Tuttavia, questo ragazzo mi ha voluto spiegare come alcuni accenti su certe parole o alcune espressioni facciali lascino intendere che ciò che era necessario fare andava fatto, lasciando poco adito a dubbi.
    Lui mi ha voluto ribadire il fatto che esistono centinaia, se non migliaia, di video molto più importanti e preoccupanti, sui quali spero che avremo l'occasione di lavorarci insieme.
    Precisamente si tratta di una prigione sotterranea in una città iraniana in cui vengono deportati tutti quegli studenti dissidenti di cui oggi ne se sono perse le tracce.
    Quei pochi fortunati che sono stati rilasciati raccontano di torture, pestaggi di gruppo, violenze sia fisiche che psicologiche al fine di sopprimere quella "coscienza" che sta animando la nazione.
    Si fa molta leva sul concetto "occidentale" come moralità fuorviante, istigatrice, basti pensare che molti arrestati hanno dato la colpa ai tg mondiali per avergli dato la carica come se non fossero stati loro a manifestare, ma spinti da una qualche forza esterna alla nazione.
    In realtà, il mio amico mi ha raccontato che costoro dicono ciò pur di poter scampare alla prigione, evitando così altri tipi di martiri.
    C'è stato un particolare momento in cui la tensione è diventata palpabile. Alla domanda che gli ho posto circa ciò che dicevano sui movimenti “occidentali” che facevano leva sul popolo iraniano, ponendo particolare attenzione all'America, lui mi ha guardato dapprima incredulo, poi sorpreso ed infine si è risentito non poco come se l'avessi offeso nell'orgoglio.
    Mi ha voluto ribadire più di una volta che le altre nazioni non hanno fatto nulla per loro, che ciò che sta accadendo è “merito” di un popolo iraniano che è stanco di subire una dittatura, stanco di vedere famiglie che non sanno più dove si trovano i propri figli, stanco di filtri mediatici, di un'ingerenza religiosa forte e costante, anche se ha rimarcato con altrettanta forza che la religione è giusta, è la mescolanza “politico/religiosa” che manda tutto in rotoli.
    Mi ha raccontato che sono partite due commissioni d'inchiesta sui brogli, mi ha raccontato che un religioso “pulito” (testuali parole) di una certo peso politico si è dovuto dimettere constatando che tali brogli erano accaduti e non di poco, si tratta quasi di un fattore di 1 a 3.
    Mi ha riferito come in alcune città non siano state neppure consegnate le schede elettorali, consci del fatto che in quelle zone avrebbe stravinto Mussavi.
    Mi ha detto che esistono ancora zone rurali in cui i cittadini non sanno né leggere né scrivere, per loro esistono delle figure ad-hoc che segnano la scelta al posto loro, ci sono video che testimoniano come un cittadino dica apertamente “Mussavi” e sulla scheda venga scritto “Ahmadinejad”, tanto chi lo controlla se nessuno può leggere?
    Insomma, c'è di tutto e di più. Per quanto riguarda il video in questione, invece, ha detto che sono solo parole “mediatiche” per far leva sulle persone “credenti” come se fosse lui il nuovo messia, ma per il resto c'è molto e molto altro ancora, ben più preoccupante.

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