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domenica 12 luglio 2009

In risposta a "G8, una bufala dopo l'altra. Accordi generici, che non saranno nemmeno rispettati"


In risposta a "G8, una bufala dopo l'altra. Accordi generici, che non saranno nemmeno rispettati"
fonte: www.vittorioagnoletto.it




Gentile Agnoletto,
ho saputo sommariamente dai quotidiani che durante l'ultima giornata del G8 non ci sono stati particolari momenti di tensione tra i manifestanti e le forze dell'ordine.
Sebbene, da quel poco che ho capito, ci fossero diverse linee di pensiero sul "come" agire, alcune più estreme, altre più moderate, i fatti ci dicono che gli scontri non sono avvenuti.
Non so bene se lei fosse per l'una o per l'altra parte, ma poco importa, credo di poter parlare a nome di molti nel ringraziare lei e i manifestanti per aver mantenuto (direttamente o indirettamente) un clima pacifico durante il summit.
In questo post lei ci fa notare come l'Italia non abbia ancora versato la quota stabilita per il 2009 per aiuti economici destinati al Fondo Globale.
Ho seguito diversi interventi del G8 ed in realtà Berlusconi ha riferito circa questo aspetto facendo notare che l'emergenza terremoto ha fatto slittare il pagamento che avverà entro fine anno, se la memoria non m'inganna, ma è giusto che le persone siano libere di pensare ciò che vogliono, ci mancherebbe altro, personalmente aspetterò il concludersi di quest'anno per tirare le somme, a tal proposito la prego di tenerci informati sugli eventi.
Ciò che invece non mi è chiara è la sua ultima opinione circa il nucleare. Da ciò che dice si trae la conclusione che l'energia nucleare comporti un innalzamento dei gas serra, eppure facendo una piccola ricerca su Internet ho trovato la dichiarazione di un professore del Politecnico di Milano che afferma, testualmente: "Il nucleare non produce gas serra e consente il raggiungimento dell’indipendenza energetica [...] "
(fonte: http://www.yeslife.it/ExpoVillage-2015-nucleare-e-arte )
Come per molti altri aspetti, in cui si dice tutto e il contrario di tutto, a chi bisogna credere?
Nel ringraziarla, saluto cordialmente.

Adelio Fioritto

sabato 11 luglio 2009

Il G8 scatena piccole follie collettive


Poche idee, ma ben confuse: questa era la frase di qualche anno fa con cui era solito esprimersi un professore d'italiano alle scuole medie superiori e devo dire che non sono mai state attinenti quanto lo siano oggi.
L'occasione che ha dato il via alla follia collettiva si è presentata con l'incontro del G8 de L'Aquila conclutosi ieri 10 Luglio 2009.
Ed ecco a voi una piccola classifica, sicuramente in via di sviluppo.

1° posto: Ahmadinejad

ha detto: condanno l'Italia per "l'uso della forza da parte della polizia per reprimere le manifestazioni degli oppositori"

i fatti: il leader iraniano, fortamente voluto dalla guida spirituale islamica, nega l'olocausto, rinnega l'esistenza dello stato d'Israele, non rispetta gli accordi sul nucleare, viene eletto con probabili brogli, nega la libertà di stampa, di espressione, di informazione, di constestazione, reprime le masse con la violenza, condanna a morte tramite impiccagione i dissidenti, incarcera i cronisti, nega l'accesso ai giornalisti stranieri, nega gli eventi.

commento: non ho parole.


2° posto: Guardian

ha detto: La cosa migliore da augurarsi è un'altra scossa di terremoto durante il G8

i fatti: il terremoto de L'Aquila ha causato più di 200 morti e 30.000 sfollati, forse questo non è degno di rispetto e si preferisce "scherzarci sù". Il Guardian aveva detto che l'Italia non è degna di rappresentare il G8, prevedendo un totale fallimento. I capi di stato presenti all'incontro non hanno fatto altro che congratularsi per l'organizzazione.

commento: anzichè rinnegare chiedendo scusa, rincara la dose... mah!


3° post: Di Pietro

ha detto: mi scuso a nome dell'Italia

i fatti: Di Pietro con poco più del suo 4% parla a nome di una nazione

commento: E' il caldo dell'estate, non fateci caso.


Questo e altro ancora su questo canale.

mercoledì 8 luglio 2009

Matteo Salvini: video razzista



Un personaggio del genere non può che farmi tristezza.
Non posso neppure provare rabbia, quella la conservo per fatti certamente più importanti.
E' un uomo ( senza voler offendere il genere umano ) che definirei inutile, privo di qualsiasi briciolo di intelligenza e che sicuramente non pesa le proprie azioni che prima dovrebbero essere avvallate da un cervello, ma penso che non lui non abbia seguito questo iter.
Qualsiasi persona che possa ritenere di avere solo un pò di materia grigia, infatti, non farebbe mai ciò che ha fatto lui.
Qualsiasi persona che vive "al nord" sa benissimo, infatti, che lo stesso "nord" non si muoverebbe di un solo passo senza i meridionali emigrati 50 anni fa, senza gli extracomunitari che producono nelle fabbriche "italiane", nè venete, nè lombarde che siano.
Gli emigranti portano ricchezze, sia pecunarie che intellettive, la fuga dei "cervelli" esiste anche tra nord e sud, forse qualcuno dovrebbe rimarcarlo, oltre a un senso innato di voglia di riscatto e competitività che altrimenti non sussisterebbe.
I cori possono pure sembrare stupidi, da "stadio", ma questo non può e non deve essere una giustificazione per inni razzisti "lanciati" da un parlamentare europeo.
Le dimissioni non bastano, le scuse non bastano, la Lega dovrà prenderne le distanze, fosse solo per un ritorno di voti... ma chi pensate che ce l'abbia portato "il senatùr" ai livelli di oggi? In alcune zone è il partito più votato, superando di gran lunga il 50%, ma guarda caso sono proprio quelle zone più soggette a immigrazione, all'esodo meridionale; zone di cantieri, zone di fabbriche, zone ad alta produttività, ma pur sempre rette non "dai lumbard", bensì dai extracomunitari e meridionali.
Che altro dire... che tristezza... che vergogna...

martedì 7 luglio 2009

Lettera aperta a "Uniriot.org" , meglio conosciuta come "Onda Anomala"

Ciao ragazzi,
mi permetto di darvi del tu perchè credo che siamo coetanei.
Sono anche io uno studente universitario e vi scrivo per chiedervi un paio di delucidazioni circa il movimento, perchè ci sono alcune cose che non capisco.
Capisco la rabbia, capisco l'indignazione, capisco l'angoscia di non sentirsi rappresentati e quant'altro, ciò che non mi è chiara invece è la forma di protesta, la forma di occupazione, lo slogan "Noi la crisi non la paghiamo, noi la crisi ve la creiamo! "
Come voi sono preoccupato su diversi aspetti dell'attuale società, ma come potete bloccare la vita universitaria della maggioranza degli studenti in nome di un ideale che la porta avanti una minoranza? Io credo che in Italia esista ancora la democrazia, credo che giusto o sbagliato che sia la nazione si è espressa con un voto, credo che la democrazia (che significa sì partecipazione del popolo, che ne è sovrano, ma anche riconoscenza dei diritti della maggioranza) abbia già dato un responso.
Le forme di protesta sono legittime, non voglio neppure immaginare l'Italia senza di esse, ma non credete che ciò che state facendo sia più vicino a un'ideologia "anarchica" piuttosto che "democratica"?
Protestate contro il G8, va bene, ma vi siete mai chiesti cosa ne pensa invece la maggioranza degli italiani? Tutto questo lo vedo come un grave senso di disprezzo democratico, come un movimento che calpesta i diritti della maggioranza dei cittadini italiani che ha espresso con il proprio voto la fiducia a un governo e che si aspetta che tale decisione venga rispettata, anche e soprattutto dalle minoranze.
Cosa succederebbe se, ipoteticamente parlando, tutti coloro che invece credono in ciò che hanno votato scendessero in campo a manifestare contro di voi? Il fatto che la popolazione non si presti alle manifestazioni non vuole dire che non partecipi alla vita politica italiana, ma se questo dovesse cambiare come vi porreste? In forma di "scontro" o di "incontro" e dialogo? Perchè se fosse "scontro", è palese che non avreste possibilità e comunque sia non si chiamerebbe più democrazia ma dittatura, se si parla si "incontro", beh mi sembra che il voto espresso l'anno scorso sia abbastanza chiaro, quindi ancora una volta vi chiedo: contro chi o cosa state manifestando? Secondo voi è giusto e corretto che una minoranza della minoranza possa mettere sotto scacco matto la maggioranza assoluta degli italiani?
Vorrei che mi rispondeste, vorrei che lo pubblicaste, vorrei che venga data la possibilità di dissentire anche a chi non la pensa come voi... in fin dei conti, è ciò che chiedete, è ciò che fate.
A presto

lunedì 6 luglio 2009

Ah questi Inglesi...

GB: NEI GUAI CAPO MI6, MOGLIE METTE FOTO SU FACEBOOK

LONDRA - La moglie del nuovo capo designato dell'MI6, i servizi segreti britannici, pubblica sul suo profilo di Facebook foto private [ ... ]
leggi tutta la notizia







Ah, questi Inglesi... poi si permettono di denigrare l'Italia, il nostro stile di vita, i nostri politici, la nostra cultura.

domenica 5 luglio 2009

Manifestazione di Vicenza 4 Luglio 2009

Vittorio Agnoletto ha detto: “se Obama non rinuncia alla base di Vicenza vuol dire che non rinuncia alla politica imperiale e neo coloniale di dominio degli Usa"

Non capivo, non capisco e credo proprio che questa situazione non cesserà d'esistere.
Dopo l'esito delle votazioni europee ho avuto il piacere di scambiare due parole telematiche con Agnoletto, mi ero voluto complimentare per la sua campagna improntata sui contenuti e prettamente politica, distaccandosi dalle vicende personali del premier.
Ora è in cantiere un loro progetto di riassetto per tutti quei partiti minoritari, supponevo che lui potesse essere il portavoce di un tale movimento.
Gli avevo chiesto come mai non avevano deciso di promuovere una manifestazione a favore del "popolo iraniano", mi era stato risposto che non se ne aveva la forza.
Oggi, invece, vengo a sapere che si è manifestato, lui compreso, contro la base americana di Vicenza, che di per sè ci può anche stare, ma allora davvero continuo a non capire.
In Iran la popolazione è sottomessa ad un regime tiranno, vengono segnalati (anche tramite foto dei cellulari), accerchiati, scovati ed impiccati.
Un partito comunista, che sia "degno" di portare questo nome, dovrebbe essere sensibile alle vicende dei loro pari che soffrono e, solo oggi, tentano di ribellarsi senza violenza, manifestando, rischiando la vita e a volte morendo in nome di un ideale.
Anzichè dare supporto a un simile fatto, si da risalto invece ad una base di una nazione democratica che, giusto o sbagliato che sia, comunque non è sotto un regime dittatoriale, ci si prepara per disturbare ancora una volta il G8, in cui fino a prova contraria non ci sussistono stati tiranni, ma io mi domando e vi chiedo: questa sarebbe la grande svolta della sinistra? questo sarebbe il grande partito a cui si mira?
Complimenti signori miei.
E' proprio vero che la storia insegna, ma solo a chi ha voglia di imparare.
Continuate pure su questa strada, ora comprendo che forse la vostra coalizione si troverebbe meglio solo con le BR o gruppi di al-Qaeda, ma confermate ancora un volta il perchè il "popolo italiano", democraticamente e senza costringimenti, ha deciso di mettervi al bando.
Sono rammaricato e anche abbastanza deluso, l'Italia ha perso del tutto quella che era una grande ala ideologica: la sinistra.

sabato 4 luglio 2009

In rif. a "G8, Diaz: «Quelle porte chiuse contro la Costituzione»"

In risposta a "G8, Diaz: «Quelle porte chiuse contro la Costituzione»"
di Vittorio Agnoletto e Lorenzo Guadagnucci, Liberazione
fonte: www.vittorioagnoletto.it

Grazie della notizia.
Non posso che unirmi al vostro grido di speranza.
Deve esserci trasparenza, come cittadino non chiedo, ma pretendo che la verità sia portata alla luce, così come mi auguro che tutti i responsabili dei soprusi, a partire dai vertici per arrivare ad ogni mero esecutore, abbiano una punizione esemplare in quanto gli accadimenti sono aggravati dal fatto che a commetterli siano stati proprio le forze dell'ordine, che dovrebbero proteggere i cittadini, non reprimerli.
Detto questo, vi chiedo umilmente di illuminarmi, perchè davvero ci sono alcune cose che non capisco, pertanto vado subito al sodo senza tanti giri di parole.
Non capisco perchè un ragazzo debba impugnare un estintore contro due agenti, non capisco perchè un gruppo di manifestanti li abbia accerchiati, non capisco perchè nessuno abbia il coraggio di dire "hanno sbagliato". La morte del ragazzo mi ha profondamente colpito, sono rimasto allibito, scioccato, rattristato, incredulo, ma mi domando anche cosa sarebbe successo ai due agenti se i fatti fossero andati diversamente.
Non capisco perchè una schiera di poliziotti e carabinieri venga vista più come un muro da abbattere piuttosto che dei semplici ragazzi come me, come tanti di coloro che manifestavano, non più agenti al servizio dello stato, quindi dei cittadini, bensì come il nemico da sfondare, il nemico da abbattere.
Non capisco come si possa avere il coraggio a solo inventare uno slogan come "10,100,1000 Nassirya" e la barbaria di scriverlo ed urlarlo a tutto il mondo, per poi preoccuparsi della "macchia che da quel giorno infanga l'immagine della polizia di stato".
Vi chiedo gentilmente di spiegarmelo, perchè io c'ho provato davvero a trovare una giustificazione, ma non ci riesco.
Cordialmente

Adelio F.

giovedì 2 luglio 2009

Il video che prova il piano di Ahmadinejad e di Khamenei per una dittatura

Fonte:
http://www.fainotizia.it/video/il-video-che-prova-il-piano-di-ahmadinejad-e-di-khamenei-una-dittatura



per avere l'audio migliore andate direttamente sul link sopra esposto


Il video è stato girato subito dopo le elezioni nella città di Qom. Ahmadinejad parla di fronte al Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione su precisa richiesta dell'ayatollah Mesbah-Yazdi, uno dei più potenti sostenitori del Presidente iraniano. Quello che dice non è solo una esplicita richiesta al Consiglio di avvallare i brogli del voto, è la spiegazione fredda di un piano che non coinvolge solo l'Iran, ma coinvolge tutto il mondo e dove l'Iran è solo un punto di partenza.

La giusta interpretazione ce la data Neguin, una donna iraniana che ha ascoltato con attenzione ciò che Ahmadinejad ha detto agli Ayatollah, una interpretazione che fa passare i brividi perché delinea uno scenario d'altri tempi, uno scenario fatto di totalitarismo assoluto che credevamo morto e sepolto con Adolf Hitler.

I motivi per cui Ahmadinejad chiede al Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione di avvallare la “necessità dei brogli elettorali” sono diversi e tutti legati al sogno degli Ayatollah di creare “il regno della giustizia islamica”. Lui dice: “è arrivata l'ora di passare all'azione per implementare il sogno” e ancora, “il popolo è pronto, il momento è arrivato prima ancora di quanto pensavamo”. E poi, tra le altre cose, afferma: “dobbiamo usare il massimo della nostra capacità, non abbiamo molto tempo”. Il riferimento alla rivolta in corso è palese.

Fonte:
http://www.fainotizia.it/video/il-video-che-prova-il-piano-di-ahmadinejad-e-di-khamenei-una-dittatura

Iran - ora si passa alle impiccagioni

Get a rope!  Hangman's noose hanging from the ...Image by mlhradio via Flickr

Ora che l'attenzione dei media è stata imbavagliata, ora che Internet è stato censurato, ora che i giornali locali fanno passare tutto come se nulla fosse successo, era normale e prevedibile che si sia dato inizio alle rappresaglie.

Così come aveva annunciato il capo spirituale Khamenei affermando che le punizioni sarebbero state "esemplari", dopo le minacce non tanto velate:

«L'intera nazione - ha aggiunto - deve fare attenzione a quello che dice, coloro che tengono discorsi devono stare attenti a quello che dicono e chi scrive deve tenere sotto controllo quello che scrive»

si è passato ai fatti:

sono 6 , infatti , gli impiccati nella città santa Mashhad.

Erano dissidenti, erano liberi pensatori, erano persone che cercavano di ribaltare un regime, non con la violenza, ma con manifestazioni, con il tam-tam dell'informazione, con la democrazia partecipata, in nome di una "libertà" che , a quanto pare , in Iran non esiste.

Molte volte noi filosofiamo, molte volte noi riflettiamo e pesiamo le parole, ma qui c'è ben poco da dire. In uno stato democratico, anche il peggiore terrorista mondiale viene preso in custodia e consegnato alla giustizia ; negli stati tiranni, le fasi processuali vengono direttamente surclassate per passare direttamente alla condanna.

E quale strumento è più esemplare di una bella impiccagione?

Dato che le notizie sono blindate, dato che a riportarle è stato un giornale israeliano, si potrebbe anche pensare ad una manipolazione mediatica, ma l'ago della bilancia dove cade? Su chi aveva annunciato "esemplari rappresaglie" o su chi era stato minacciato di dover porre fine alla sua esistenza?

Fin quando non si avranno notizie più chiare, a voi la scelta.

lunedì 29 giugno 2009

Giornali inglesi contro il governo Berlusconi

C'è davvero qualcosa che mi sfugge dietro tutte le notizie inglesi di questi ultimi giorni sul possibile "declino di Berlusconi".
In realtà, neanche con il governo Prodi erano stati tanto morbidi, ma non si era mai giunti a questi livelli.
Quasi quasi verrebbe da dire: tenete, eccovi in mano le chiavi del Paese, decidete voi chi metterci e come dovrà governare.
Invece no! Non lo dico, punto primo perchè non mi sembra che i cari vecchi "amici" inglesi abbiano davvero qualcosa da poter insegnare all'Italia, punto secondo perchè il "bel paese" si governa da solo, grazie, non siamo mai stati una vostra colonia nè lo saremo mai!
Sì, perchè dietro tutte queste dichiarazioni, dietro tutte queste notizie, c'è non poca ipocrisia, non poca cattiveria.
Verrebbe da dire che forse tutto questo rientra in un piano più generale di screditamento dell'attuale governo italiano, dato che "repubblica" ormai più che una testata giornalistica nazionale ha deciso di divenire il migliore quotidiano di Gossip facendo concorrenza a "Chi" o a "Novella 2000" (legittime scelte di politica aziendale), ma è palesemente assurdo come si stia cercando di abbattere la figura di Berlusconi non su un piano politico, istituzionale, mica si toccano i punti veri di una possibile incompatibilità come il caso Mills ad esempio (ma ce ne sarebbero altri cento), si cerca invece di sgreditarlo da un punto di vista umano, personale, di vita privata, con le amanti, la pedofilia, la droga, due matrimoni falliti e così via.
E' semplicemente vergognoso... si guardassero un pò meglio i fatti di casa loro, che i nostri che li guardiamo noi.

martedì 23 giugno 2009

Analisi Referendum 21 e 22 Giugno 2009

I grandi partiti non lo diranno mai, sono mica stupidi, ma il referendum del 21 e 22 Giugno 2009 ha bocciato in pieno il bipartitismo italiano.
La nazione non è stupida, gli italiani lo dimostrano, i due blocchi politici PD e PDL sono serviti e sono stati appoggiati in un momento delicato della politica italiana, quando ogni piccolo schieramento riusciva a mettere in ginocchio il paese rendendolo ingovernabile, quando chi aveva ricevuto la maggioranza non poteva reggersi perché sempre sotto schiaffo morale delle minoranze interne, dando un'immagine dell'Italia frammentata, poco costruttiva, ma soprattutto mostrando una classe politica che non era in grado di fare il proprio dovere: sedersi a tavolino e giungere a un accordo ciascuno conscio del proprio peso politico, mettendo da parte stupidi orgogli di partito.
Questo risultato ci dice molte cose, prima fra tutte che un sistema bipartitico non piace, l'Italia non è l'America, sarebbe stupido buttare via tutta la nostra storia per seguire un sistema che non ci appartiene, per fortuna viviamo in un mondo in cui non esiste solo il bianco o il nero, ma tante sfumature interne e una varietà di colori infinita.
Il secondo messaggio altrettanto importante che non deve cessare d'esistere è che il Paese è pronto a ridare fiducia alla “vecchia” politica, quella che rappresenta anche le minoranze, ma col monito che qualora si dovesse ripresentare la situazione di ingovernabilità dettata da conflitti interni, si è pronti a sbatterla fuori e fare un po' di “pulizia” così com'è stato fatto in passato.
Lega, UDC e Rifondazione Comunista festeggiano, Fini imputa la poca affluenza a un linguaggio “troppo tecnico”, Emma Bonino parla di poca informazione, il PDL vaneggia la morte del referendum... non avete capito proprio niente.
L'unico che ha colto nel segno il messaggio referendario è stato Piero Marrazzo:
“gli italiani hanno mandato un segnale che la riforma va fatta, ma in senso bipolare e non bipartitico. Gli italiani vogliono che la faccia chi deve farla, cioè il Parlamento: le forze politiche riflettano su questo”.
Gli italiani avrebbero votato in blocco “NO” sulla prima e sulla seconda scheda, ma dato che avrebbero “rischiato” di far raggiungere il quorum ed essendo il referendum di tipo abrogativo, hanno dimostrato ancora una volta di essere particolarmente attenti sulla scena politica, al massimo c'è stata poca informazione riguardo la possibilità di poter ritirare anche solo una delle tre schede referendarie, ma è poco conto rispetto alla riforma elettorale che, all'unisono, va cambiata.
Tutto ciò fa capire come, sebbene ci sia l'80% degli italiani che voti per i due grandi schieramenti, essi non vogliono affidargli incondizionatamente le sorti della nazione.
Le aggregazioni piacciono, rispecchiano la mentalità popolare, ma è necessario lavorare affinché queste riescano a mantenere stabile l'azione di governo, per questo non ha vinto nessuno schieramento politico, né la Lega, l' UDC o Rifondazione, il messaggio è chiaro e limpido, non vedo come possa essere interpretato diversamente.

lunedì 22 giugno 2009

Iran - Lettera aperta per Vittorio Agnoletto

Caro Agnoletto,

nelle ore immediatamente postume allo spoglio elettorale avrei voluto contattarla per esprimerle il mio rammarico nel non vederla più in parlamento europeo.

Sebbene sia un elettore avverso al suo schieramento politico, oggi mi trovo nella triste situazione di dover costatare che il Paese non è più rappresentato da una classe politica degna di portare questo nome, bensì da due schieramenti che oltre a condividerne parte il nome, attuano la stessa infima dialettica, demagogica, diffamatoria, con campagne sterili e prive di dibattito.

Inutile girarci intorno, la “Politica” insegnataci nel corso degli anni è morta, così come sono morti i personaggi Politici di un tempo.

La cosa bella dell'epoca ormai trascorsa era che esistevano degni avversarsi con i quali c'era il gusto di confrontarsi, i partiti esistevano in quanto rappresentanti di una ideologia, di un percorso storico non indifferente; oggi essi non rappresentano che il nichilismo, o per meglio dire i politici stessi.

Le scrivo per comunicarle la mia stima quale personaggio politico, ho avuto il piacere di ascoltarla a “Porta a Porta” e ho apprezzato il suo modo di fare campagna, non diffamatoria ma costruttiva, con programmi che possono essere certamente più o meno condivisibili, ma pur sempre politici e mai offensivi: è questa la strada da seguire.

Tuttavia, con la presente vorrei chiederle come mai non avete speso parole a riguardo di ciò che sta accadendo in Iran (o forse sono poco informato...), dove sembra palese che il “popolo” sia oggetto di soprusi, vittima di uno stato tiranno che non gli riconosce neppure i “diritti inviolabili dell'uomo”.

Mi domando come mai si dia peso, com'è giusto che sia, a un G8 , si scenda in piazza per contrastare Berlusconi, si organizzino manifestazioni imponenti contro quel tipo di contratto o una fusione inattesa, ma quando si tratta di “riscoprire” ciò per cui il “partito” è nato e avvallarlo con i fatti e non con le parole, nessuno faccia niente, si preferisce adottare una linea morbida del “dico/non dico” forse avendo paura di ripercussioni diplomatiche, ma ci dimentichiamo di quei diritti che sono alla base della nostra costituzione, quei diritti che abbiamo acquisito con il sangue dei nostri partigiani e corpi militari, quei diritti per cui abbiamo tanto lottato e che hanno portato alla costituzione di grandi movimenti, tra i quali anche quello dei comunisti italiani.

Con ciò non voglio certo dichiarare guerra all'Iran, lungi da me l'idea di ricommettere due volte lo stesso errore, ma non vi sembrerebbe corretto, quantomeno ideologicamente parlando, appoggiare e farsi promotori di un “compagno” iraniano che lotta per la propria libertà?

Qualcuno potrebbe ribattermi facendomi giustamente notare che l'Italia ha un governo e che sarebbe giusto muovere a loro queste accuse di assenteismo, ma rispondo immediatamente facendo notare come il centrodestra non sia platealmente soggetto a questo tipo di manifestazioni, solo la sinistra italiana, o quello che ne resta, potrebbe essere capace di creare un simile evento degno di riscuotere l'attenzione internazionale.

Oltre a essere costruttivo per il partito, sarebbe un gran bel gesto di solidarietà italiana.

Cordialmente

giovedì 1 maggio 2008

In risposta a Beppe Grillo: Il fascimo dell'informazione

Data:24 Aprile 2008

Beppe Grillo, in un suo post, scive:
"La Repubblica di oggi si è accorta del V2 day. Il giornale di De Benedetti scrive che la scelta del 25 aprile per il V2-day è “l’ennesima provocazione” nei confronti della Resistenza e che “ovunque si fronteggeranno le folle chiamate a raccolta dal comico genovese con quelle che intendono ricordare la Liberazione”.
Lo dico in termini metaforici: sono stronzate dettate dalla paura e dagli interessi di bottega. Il V2 day è la continuazione della Liberazione e non vuole fronteggiare proprio nessuno che si ispiri a quella data. I partigiani, gli operai, gli uomini liberi del 25 aprile sono nostri fratelli.
"


Caro Beppe,
mi permetto di darti del "tu" dato che più volte mi hai dato del cretino, stolto e ingenuo basandoti solo su considerazione personali, quindi spero che non ti offenda.
Prima di rispondere al post, tuttavia, mi piacerebbe che rispondessi ogni tanto a qualche commento dato che, altrimenti, sembrerebbe che indossi una maschera di perbenista dato che l'informazione libera, come la chiami tu, si regge su confronti, dialoghi, pertanto non monologhi...
farebbe anche piacere sentire la "tua" voce e non quella dei tuoi sostenitori, in fin dei conti io rispondo direttamente a te e non a loro, pertanto un minimo di cortesia sarebbe gradita.
Venendo a noi, tu dici
"I partigiani, gli operai, gli uomini liberi del 25 aprile sono nostri fratelli."
Ne sei proprio sicuro? Sei sicuro che gli stessi uomini che hanno dato la vita, hanno perso i propri cari, hanno gettato sangue (il rosso della bandiera per chi non lo sapesse) siano gli stessi uomini che tu chiami fratelli? Perchè allora "forse" dovreste parlare un pò di più in famiglia.
Quegli uomini, di cui tu oggi ne hai rivendicato spavaldicamente la parentela, si sono battuti e sono morti (non a chiacchiere) per avere il diritto/dovere di poter VOTARE in libertà, strumento PADRE di ogni democraziona, lo stesso mezzo che TU, con i tuoi cari, alle scorse elezioni avete cestinato come se fosse da snobbare, lo stesso voto tanto disprezzato, lo stesso voto tanto denigrato.
Oggi, qui, tu, rivendichi la parentela di coloro che sono morti nel nome di un ideale, cosa che probabilmente neanche ti tocca, dato che la demagogia ormai è diventata così forte da affossare un qualsiasi pensiero un pò più nobile di un "vaffanculo day".
Oggi, tu, qui, ti sei riempito la bocca di un qualcosa che mai nessuno, me compreso, può capire appieno.
Forse, oggi, ti dovresti solo vergognare...

Adelio Fioritto

lunedì 31 marzo 2008

Simpatico TEST sulla posizione politica...

mercoledì 13 febbraio 2008

Il prezzo della Democrazia

Ho il piacere di postare di seguito la richiesta inoltrata da mio cugino Coppola Andrea, di cui se ne presenta anche un video.




Questo è un appello scritto da noi ersmus...
vorremmo inviarlo a qualche blog importante,giornali...ovunque..
una volta firmato rimandatelo indietro all'indirizzo coppola.madrid@gmail.com . giulia_calluori@yahoo.it
Inviatela a tutti gli studenti erasmus che conoscete sensibili al problema del voto per l'elezione del nuovo parlamento nazionale italiano..
dobbiamo muoverci in fretta...domani sera o giovedi' al messimo la lettera degli studenti temporaneamente all'estero deve essere inviata...

Aspettiamo fiduciosi che questa e-mail torni indietro con un lungo elenco di firme.


In una situazione di “Emergenza politica” conseguente alla crisi del governo Prodi, da studenti “temporaneamente all’estero” (per lo svolgimento del progetto Socrates/ Erasmus) sentiamo
il dovere di partecipare alle votazioni per la elezione del nuovo Parlamento Nazionale.

Purtroppo ci troviamo in una impossibilità di far valere un nostro diritto espresso anche da 2 articoli della nostra Costituzione
ARTICOLO 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Si riafferma che esistono diritti dell'uomo (come il diritto alla vita, all'onore, all'espressione del proprio pensiero, a formarsi una propria famiglia ecc.) che non vengono concessi dallo Stato, ma sono da ritenere originari. Nello stesso tempo, si considera che l'uomo non è mai vissuto da solo e che, fra l'individuo e lo Stato, esistono innumerevoli formazioni sociali (le famiglie, i partiti, le chiese ecc.), espressione di questi diritti inviolabili. Proprio perché l'uomo è un essere sociale, però, accanto ai diritti sono richiamati anche i doveri di solidarietà (come il partecipare alle scelte comuni mediante le elezioni, prestare il servizio militare, pagare le imposte e così via: artt. 48, 52, 53 ecc.).

art 48 DIRITTO DI VOTO
La Costituzione italiana, all'art. 48, afferma che «Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età». Aggiunge che il voto è personale (non può essere dato per delega da un rappresentante); eguale (ogni voto vale indipendentemente da chi l'ha dato); libero (nessuno può essere costretto a dare un voto diverso da quello voluto); segreto (a garanzia della libertà e per evitare indebite pressioni o ritorsioni). Dice, ancora, che votare è un "dovere civico" (parte di quel dovere di solidarietà politica, di cui parla l'art. 2), ma nessuna sanzione è prevista per chi non va a votare.

Il “D.L. 1/2006, conv., con mod., L. 22/2006, art. 3-sexies” relativo all’Esercizio del diritto di voto dei cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali prevede quali fruitori di tale diritto le categorie :

1.del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia impegnato
temporaneamente all’estero in missioni internazionali;
2.dei dipendenti di amministrazioni statali che per ragioni di servizio
si trovino all’estero in via transitoria e dei loro familiari;
3.dei professori universitari e ricercatori in servizio o impegnati in
attività di ricerca per almeno sei mesi all’estero;

La nostra situazione non è contemplata in nessuna delle suddette.
Non rientriamo neppure fra le categorie dei soggetti (degli Italiani permanentemente all’estero) iscritti e iscrivibili all’AIRE come da L. 470/1988, art. 2, comma 1:

Sono iscritti all’AIRE :
- i cittadini italiani che si sono trasferiti in modo permanente all’estero
e che conseguentemente sono stati cancellati dall’anagrafe della
popolazione residente (APR) nell’originario comune di residenza;
- i cittadini italiani nati all’estero il cui atto di nascita sia stato
registrato in Italia;
- le persone residenti all’estero che acquisiscono la cittadinanza
italiana;
- i cittadini italiani per i quali la residenza all’estero possa essere
accertata da un provvedimento dell’autorità giudiziaria;
- i cittadini italiani nati e residenti all’estero, i cui ascendenti non sono
nati, né sono mai stati residenti, in Italia.

La domanda che ci poniamo è, quindi, se esiste una qualche legge che tuteli la nostra posizione di Italiani “temporaneamente all’estero” per motivi di studio (nella fattispecie perché vincitori di una borsa di studio Socrates/ Erasmus).
In caso di risposta negativa l’unica possibilità per esercitare il nostro diritto di voto sarebbe quella di tornate in Italia.
A questo punto, il prezzo per l’esercizio di tale diritto diventerebbe particolarmente gravoso:
non essendo contemplati rimborsi per i viaggi aerei e non essendoci alcun riguardo per il disagio derivante dall’assenza di rotte dirette ed economiche per le rispettive città di residenza (ci riferiamo in particolare modo al Sud Italia).
Non riteniamo giusto che l’esercizio di voto debba costarci così tanto in termini economici e di tempo che, di fatto, verrebbe sottratto ai nostri impegni di studio.
Non possiamo nemmeno rimanere indifferenti di fronte alla vergogna, da una parte, di un doppio rimborso ai partiti (contemplato in una modifica di legge intervenuta nel febbraio 2006, che prevede 'l'erogazione del rimborso elettorale anche in caso di scioglimento delle Camere', legge n. 51 del 2006) e, dall’ altra, di una “quasi-costrizione al non-voto” messa in atto grazie a una serie di vuoti legislativi relativi alla nostra situazione.
Non ci sentiamo di avere peccato di superficialità nell’avere deciso di svolgere una attività didattica all’estero, nella sacrosanta supposizione (avendo votato appena due anni fa per le elezioni nazionali) che la prossima chiamata alle urne sarebbe avvenuta nell’anno 2011.
La presente vuole essere un grido, speriamo non disatteso, di aiuto e di protesta di studenti “temporaneamente all’estero” impegnati in una crescita formativa, didattica e personale, che si spera un giorno di poter mettere a disposizione in un paese che sembra non ascoltare piu’ le nostre voci.

domenica 10 febbraio 2008

In risposta a "Casini accerchiato" - Libero 10 Feb 08

Gentile Dr. Feltri,
dopo diversi anni oggi ho avuto il piacere di comprare e leggere il suo giornale e non posso che farle le mie più sentite congratulazioni.
In effetti ho sempre letto, “da copione”, il Corriere della Sera o la Repubblica, non certo per partito preso, bensì perché queste erano le abitudini nel mio nucleo sociale, ma trovo che negli ultimi anni abbiamo perso quel legame di realtà che unisce scrittori e lettori, cosa che invece trovo molto ben sviluppato in Libero, facendomelo sentire “più vicino”.
Non è per questa ragione, tuttavia, che mi trovo a scriverle la suddetta lettera, bensì a causa di una riflessione che mi è giunta dopo aver letto il suo articolo “Casini accerchiato” in prima pagina.
Concordo con lei per ciò che concerne la riflessione sulla nascita di un bipolarismo dovuto sì al coraggio di Veltroni, ma altrettanto dovuto ad una destra che è capace di rispondere sempre ed attivamente ai repentini cambiamenti della politica; in effetti, se di plagio si deve parlare, suppongo che questo sia attribuibile solo ed esclusivamente all'uscente sindaco di Roma dato che, se la memoria non m'inganna, è stato proprio Berlusconi a proporlo tempo addietro, forse con la sua solita lungimiranza che stenta nel trovare nei suoi alleati, perdendo di fatto il titolo di leadership del bipolarismo preso in quattro e quattrotto dal suo avversario politico, ma questa ormai è storia.
Ciò su cui invece mi trova in disaccordo è l'analisi fatta su Pier Ferdinando Casini e a seguire sui giovani politicanti.
Sebbene è vero da una parte che a 71 anni non si è vecchi da un punto di vista fisico, lo si è certamente se si rapporta l'età media dei leader europei a quella degli italiani; lo è certamente se si considera che questa, probabilmente, sarà l'ultima carta giocabile da Silvio Berlusconi dato che, le precedenti due mani, non si sono rilevate oggettivamente un successo agli occhi del popolo, che altrimenti lo avrebbero riconfermato.
Lei sicuramente potrà dirmi che esistono altri politici più anziani politicamente parlando o per generazione, ma mai nessuno si è messo in vista come l'uomo di Arcore, recuperando e bruciando nel tempo altri personaggi a noi noti e meno noti.
Come lei stesso suggerisce, “gira e rigira in politica compaiono le solite facce” ed è vero, ma ciò non toglie il fatto che qualcosa possa realmente cambiare se solo si abbia il coraggio di mettersi da parte anche solo per una volta.
Mi riferisco a possibili scelte che si potrebbero attuare, come il cambio di leadership anche solo per una legislatura, ciò verrebbe visto con plauso da tutti gli italiani, sebbene poi sapremmo benissimo che una buona fetta dei ringraziamenti, se non la maggioritaria, andrebbe indubbiamente a chi ha costruito dal nulla un impero come Berlusconi.
Mi riferisco ad un Casini che, probabilmente, ha sentito le voci stanche di una nazione che dovrà decidere, ancora una volta, tra Berlusconi e un ennesimo volto prestato alla Sinistra. Poco importa, infatti, che Veltroni abbia costituito un nuovo partito se questo è formato da uomini vecchi, sempre politicamente parlando.
Poco importa la scelta tra “partito unico” o “alleanza parlamentare”, di fatto si parla pur sempre di coalizioni che reggono insieme il gioco per poter governare avendone i numeri, ma di nuovo, haimè, c'è realmente ben poco.
Poi ci parla dei giovani ed ha perfettamente ragione. Dobbiamo crescere, dobbiamo farci le ossa, necessitiamo di quella carica emotiva ed interiore senza la quale nessuno mai potrebbe prenderci in considerazione, ma forse questo è dovuto anche e soprattutto a un lascito di una politica che ha dato realmente poco da insegnare, se non i soliti girotondi, salti di schieramenti e decisamente poca coerenza intellettuale.
I giovani non fanno politica, ed è vero, perché la nostra generazione ha avuto pessimi insegnanti a riguardo, al contrario della vostra che ha dovuto fronteggiare crisi ben più pericolose avendo alle spalle capisaldi della democrazia.
Mi rendo conto che più di una lettera questo pare uno sfogo, ma è solo la voce di un italiano in mezzo a tanti che cerca di riconsolidare quel legame tra politica e realtà che ormai si è perso dalla vecchia repubblica.
Nel concludere le faccio ancora le mie più sentite congratulazioni, augurandole di continuare in questo percorso ancora per molti anni a venire.
Cordialmente

Como, 10 Febbraio 2008 Adelio Fioritto

martedì 22 gennaio 2008

Caso Mastella...

A prescindere dalla colpevolezza o meno della famiglia Mastella, ciò che mi sbigottisce maggiormente è quest'aura d'ipocrisia che circonda l'Italia intera.
Ho seguito, con molto interesse, la puntata di Porta a Porta andata in onda la sera del 21 Gennaio, si sono esposti fatti e circostanze che farebbero pensare ancora una volta ad un'ingerenza politica inaccettabile circa l'aggiudicamento di gare d'appalto, nonché raccomandazioni di Tizio e Caio; tutti fatti di gran rilievo, nessuno lo mette in dubbio, però ciò che più mi da il voltastomaco sono le migliaia di facce dipinte da santi pronte a puntare il dito, ancora una volta, sul capro espiatorio di turno.
Per esperienza personale so che i pesci grandi resteranno al potere ancora per molto tempo, il polverone passerà inosservato tra qualche mese, ma la vita di una famiglia intera verrà segnata per sempre.
Giustizia o solo infimo desiderio di linciaggio pubblico? E pensare che ci fu qualcuno, di cui ora non ricordo il nome, che disse "chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Questo non vuole assolutamente giustificare o assolvere persone che abbiano commesso un reato, anzi... ma sono altrettanto convinto che l'impiccagione pubblica non conduca a un bel niente se non ad aumentare il degrado di una società dimostrandone la pochezza intellettuale e civile.
Vespa cerca di condurre il match disputatosi tra 4 giornalisti di fama indiscutibile e l'ormai ex ministro Mastella, tuttavia si è assistito solo ed esclusivamente ad un linciaggio, com'era presumibile che fosse.
Sugli uomini armati di penna sembra sia miracolosamente sceso lo spirito santo, chiedendo spiegazioni sul perché un giovane ragazzo debba vedersi respinto ad una gara d'appalto, il conduttore sembra essere cascato dalle nuvole quando si parla di raccomandazioni e l'ormai ex ministro si trova sul ring esausto, battendo la resa, dopo aver cercato invano di far capire che il mondo gira in questa maniera (non che sia giusto).
Ciò che più mi chiedo ora è se davvero un Bruno Vespa non abbia mai avuto modo o richieste di raccomandare qualcuno, se i grandi giornalisti abbiano sempre scritto con animo puro senza voler colpo ferire o se, come da millenni avviene, non si stia cercando altro che distruggere la vita di alcune persone per far ricadere su di loro i mali della nostra società.
Una società intelligente lascerebbe che la magistratura faccia il suo corso, senza ulteriori inferenze, ma vi prego, lasciate da parte i falsi perbenismi di turno, ormai non ci crede più nessuno.

martedì 15 gennaio 2008

Ancora emergenze rifiuti a Napoli!

Forse qui ancora non ci capiamo.
Non voglio assolutamene essere cinico o trovare un capro espiatorio, ma qui davvero non ci sto capendo più nulla...
Basssolino è stato Sindaco, Ministro del Lavoro e Presidente della regione Campania; schierato tra le file di una sinistra che ora è al governo, quindi trovando aperte tutte le porte necessarie per eventuali richieste o suppliche, è affiancato anche da un Presidente della Repubblica Napolitano che condivide le sue stesse origini partenopee... ciò che si suol dire "avere un poker d'assi in mano".
Con tutto ciò, tuttavia, ancora non si riesce a porre rimedio allo smaltimento dei rifiuti.
Ora, sarà che ancora non sono laureato, probabilmente ho un'intelligenza poco sviluppata, ma che altro volete???
Le altre regioni stanno lavorando "per voi" aiutandovi con il lavoro (di anni) in arretrato, prendete soldi dalle casse dello stato, quindi di tutti noi cittadini, per risolvere un problema prettamente di organizzazione vostra e avete anche il barbaro coraggio di lamentarvi?
Io davvero non so che dire, se non un grande... mettìtv scuòrn! ma per farlo, dovreste avere quantomeno una coscienza...

giovedì 20 dicembre 2007

Carcere: vacanze premio?

Probabilmente sono tanto lontano dalla realtà che non riesco a capire... VACANZE PREMIO per i detenuti? E perchè? Forse per qualche anno si è comportato bene in carcere dopo aver commesso una rapina o un omicidio? Magari lo "premiamo" per aver represso anche solo per un'ora la sua follia omicida? La premiamo per cosa? Già un carcerato, quindi colui che ha commesso un crimine, ha sbubito processo ed è stato condannato pesa sulle casse dello stato (quindi le nostre che invece abbiamo paura anche solo di prendere una multa); già paghiamo fior fior di quattrini psicologi, assistenti sanitari perchè giustamente ne hanno il diritto, secondini, direttori, poliziotti e che dir si voglia a causa loro, per aver commesso dei reati e in più gli "regaliamo" anche le vacanze premio???
Chiedetelo ad un padre di famiglia che ha sempre lavorato onestamente e duramente se il suo datore di lavoro gli propone delle "vacanze premio" e vedete cosa gli risponde!
Quindi, facendo un sunto, alle persone oneste che mandano avanti questa società con tutti i problemi quotidiani connessi, che pagano le tasse, che sudano per portare a casa la pagnotta di pane, che fanno arricchire le casse dello stato "no, mi spiace, non sei stato abbastanza buono da meritarti un meritato premio", per coloro invece che hanno infranto le leggi, hanno privato della vita diverse persone, magari i propri genitori, non pagano le tasse, se non sbattono del prossimo e per questa cosa comune che chiamiamo stato, allora "si, sei stato davvero buon nel non infrangere la legge, allora ti PREMIO con una vacanza"?
Poi ci si chiede del perchè l'Italia sia una nazione che va in rovina...

sabato 23 giugno 2007

Europa sotto scacco - la presa di forza della Merkel

Leggevo oggi sul Corriere della Sera un'interessante articolo che ritraeva il quadro generale dell'UE.
Ciò che viene subito all'occhio è come una Polonia possa tenere sotto scacco matto l'intera comunità europea, il Regno Unito riesce ad ottenere una clausula di esclusione e la Francia ribadisce il suo forte nazionalismo.
Ora ciò che mi chiedo è:
1. come sia possibile e se sia ammissibile che uno stato riesca a bloccare il lavoro di una comunità intera.
2. se esiste una "clausula" per il Regno Unito mi si vuole spiegare che razza di unione siamo?

Rendendo il discorso molto più terra terra, senza evidenziare aspetti politici, sociali o di peso strategico nonchè decisionale, davvero non riesco a capire.
L'unione europea non viene imposta, non sussiste alcun l'obbligo di partecipazione. Se si è daccordo con il programma, l'ideologia e la prospettiva futura si fa richiesta di entrarvi, altrimenti se ne resta fuori e si continua a percorrere la propria strada, ma nel momento in cui si entra a far parte di una "comunità" risulta evidente e palese il fatto di dover necessariamente cercare di trovare punti in comune, pianificare programmi unisoni.
Qualora tutto ciò non dovesse avvenire, come di fatto è stato con la Polonia che "minaccia" di porre un veto se non le si concede ciò che pretende (senza nulla dare in cambio) venendo meno ai propri obbligi counitari, se un Regno Unito riesce a spezzare quel famoso detto "la legge è uguale per tutti", allora mi viene da chiedere che razza di Unione siamo, quale comunità vogliamo costruire se non si seguono direttive unitarie!
Se ogni stato pretende di voler fare ciò che meglio ritiene opportuno, allora non vedo altra soluzione che la scissione dalla comunità stessa dato che probabilmente ancora non si è inteso ciò che sta a significare il senso stesso della parola, altrimenti si dovrebbe semplicemente accettare ciò per cui la maggioranza opta, manifestando sì il proprio dissenso, ma senza minacce o prese di posizioni che non portano altro che a spaccature interne, ciò di cui proprio non abbiamo bisogno.